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		<title>Il governo ci ricorda cos&#8217;è una donna, matrice di esseri umani</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 11:22:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In uno stato in cui l&#8217;occupazione femminile &#232; ai minimi termini, in cui bambine drogate e stuprate non vengono credute, portate al suicidio e chiamate &#34;puttane&#34; in tribunale anche dopo la loro morte, in cui ogni giorno al conteggio delle &#8230; <a href="http://womynspace.noblogs.org/post/2009/02/12/il-governo-ci-ricorda-cos-una-donna-matrice-di-esseri-umani/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
In uno stato in cui l&#8217;occupazione femminile &egrave; ai minimi termini, in cui bambine drogate e stuprate non vengono credute, portate al suicidio e chiamate &quot;puttane&quot; in tribunale anche dopo la loro morte, in cui ogni giorno al conteggio delle donne che subiscono violenza se ne aggiungono oltre DUECENTO (per mano di italiani per la stragrande maggioranza, ricordiamolo), il governo in carica non manca mai di ribadire dov&#8217;&egrave; il posto delle donne. Delle eterne bambine, che non possono badare a se stesse neanche quando sono maggiorenni e che devono pertanto sempre essere accompagnate da un uomo che le sostenga (a suon di mazzate?), un uomo da servire e cui far trovare la cena pronta alla sera.
</p>
<p>
<br />
Anche in questi giorni, il nostro caro beneamato governo si &egrave; premurato di farci presente che la vita di una donna serve a fare figli. Persino quella di una donna che ha gravi lesioni cerebrali, che si trova in stato di coma vegetativo da 17 anni e che ogni due ore deve essere girata dal personale ospedaliero per non riportare piaghe [Fonte: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eluana_Englaro" target="_blank">http://it.wikipedia.org/wiki/Eluana_Englaro</a>]. Ci ha tenuto a specificare, il presidente del consiglio dei ministri, che la donna specifica di cui parlava &#8211; uso il passato perch&eacute; finalmente la sua agonia e quella della sua famiglia &egrave; terminata &#8211; non si trovava in stato di morte cerebrale! Eh, no, le sue funzioni vegetative c&#8217;erano tutte, quindi di morte cerebrale non si pu&ograve; parlare. E aggiunge che le sue cellule cerebrali mostrano la presenza di impulsi elettrici. Insomma, la sua posizione &egrave; che nonostante una donna non sia cosciente, ella resta comunque una donna a tutti gli effetti finch&egrave; &egrave; in grado di riprodurre la specie umana.
</p>
<p>
<br />
Tralascio le questioni mediche che riducono le opinioni del presidente del consiglio dei ministri a un infondato vaneggiamento. E&#8217; tutto da dimostrare, infatti, che il suo ciclo ipofisario fosse ancora tale da permettere una eventuale gravidanza e che la corteccia cerebrale fosse in grado di riprendersi dal trauma delle lesioni subite. Si consideri, inoltre, che non si &egrave; mai visto un paziente uscire dal coma oltre i sette anni e riprendere una vita normale (i rarissimi che si sono risvegliati sono rimasti tutti portatori di gravi handicap [Fonte: <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Persistent_vegetative_state#Notable_PVS_patients" target="_blank">http://en.wikipedia.org/wiki/Persistent_vegetative_state#Notable_PVS_patients</a>]).
</p>
<p>
<br />
Tralascio le questioni mediche per due ragioni che in tutta onest&agrave; non mi sento di privilegiare l&#8217;una rispetto all&#8217;altra, dal momento che mi risultano entrambe importantissime: non &egrave; giusto, da un lato, sbirciare nella vita di una persona e di quelle che le son state vicine, spulciare i loro referti medici per trovare prove che convincano gli increduli ignoranti, dubitare della competenza di medici e magistrati che si sono occupati del caso e che hanno valutato la situazione medico-giuridica sulla base di evidenze concrete. Dall&#8217;altro lato, &egrave; un fatto gravissimo parlare di una donna in quanto vaso, matrice di esseri umani e non in quanto persona.
</p>
<p>
<br />
Se silvio berlusconi (e qui scrivo il suo nome, seppur a lettere minuscole) aveva intenzione di essere un nuovo josef mengele ci &egrave; riuscito benissimo. Forse lui stesso voleva una figlia o un figlio da un essere umano il cui organismo &egrave; tenuto in vita artificialmente da 17 anni, giusto per aggiungere un&#8217;altra perversione alle sue altre gi&agrave; note.
</p>
<p>
<br />
Insomma, la vita di una donna non &egrave; tale perch&egrave; pu&ograve; vivere in modo autonomo e autorealizzante, portare qualcosa di nuovo nel mondo, lasciare un segno, cambiare le cose, ma &egrave; vita dal momento che essa serve all&#8217;umanit&agrave; secondo la sua natura biologica. E basta. Lo stato vegetativo &egrave; l&#8217;unico stato in cui berlusconi riesce a concepire la donna. E questo spiega perch&egrave; ci tenesse tanto a tenere vivo quel corpo saturo di sofferenza.
</p>
<p>
<br />
Mi dis-piace ricordare qui un altro bel caso in cui di nuovo lui, di nuovo silvio berlusconi, ci ha ricordato che la vita della donna &egrave; biologica, &egrave; vegetativa: il caso della ministra mara carfagna. Mara carfagna, ministro delle pari opportunit&agrave;, il ministero che si occupa &#8211; in via teorica &#8211; di garantire la parit&agrave; delle possibilit&agrave; di qualsiasi natura per chiunque, e nello specifico per le persone sia di sesso femminile che maschile. Quella stessa mara con cui il presidente, quando lei era ancora show girl, scambiava focose discussioni riguardo a delle fellatio e cui in pubblico disse &quot;ti sposerei&quot; (Fonte: <a href="http://www.clarin.com/diario/2008/07/05/elmundo/i-01708762.htm" target="_blank">http://www.clarin.com/diario/2008/07/05/elmundo/i-01708762.htm</a>).
</p>
<p>
<br />
Ponendo proprio lei al ministero delle pari opportunit&agrave;, silvio berlusconi ha dato un chiaro messaggio alle donne italiane: non voglio pari opportunit&agrave; per donne e uomini in questo paese. Se voi donne non riuscite a resistere all&#8217;entrare in politica allora potete prostituirvi con qualche politico e vedrete che arriverete in alto. Per me la donna nella sua massima espressione &egrave; bellissima e concede il proprio corpo al maschio. E&#8217; cos&igrave; che si realizza ed &egrave; cos&igrave; che pu&ograve; sperare di arrivare dove preferisce, senza che sia consapevole del ruolo di cui poi viene investita. Perch&egrave; secondo me le donne dovrebbero essere una decorazione, una suppellettile, per allietare la vita del maschio, e non dovrebbero prendere decisioni importanti. Perch&egrave; una donna pu&ograve; anche agitarsi e affannarsi, ma non concluder&agrave; mai nulla di buono. Una donna che &quot;vuole fare la vita dell&#8217;uomo non &egrave; una donna, non &egrave; naturale, &egrave; uno scherzo della natura&quot;. Tanto che quando va all&#8217;estero e scopre che esistono donne che ricoprono alte cariche politiche le saluta da buon marpione perch&egrave; evidentemente crede che anche loro siano state scelte con lo stesso criterio adottato per la carfagna.
</p>
<p>
<br />
Il pensiero del presidente del consiglio &#8211; e del governo &#8211; &egrave; condiviso da molte persone. Ci&ograve; che &egrave; realmente grave &egrave; che questo concetto di donna-oggetto, donna-biologica, donna-vegetativa non solo sia diffuso e condiviso da diversi strati di popolazione ma che sia addirittura convalidato dalla nostra politica, da coloro che rappresentano lo stato italiano e che ne facciano legge, prassi, costume sociale e politico. Che ce lo inculchino non solo attraverso messaggi pubblicitari ma che persino lo ratifichino e legittimino con l&#8217;emanazione di leggi volte a modificare le decisioni della magistratura, con l&#8217;elezione di ministri-marionetta. Che radichino le fondamenta dello stato stesso nella loro esecrabile e distruttiva definizione di donna e di femminilit&agrave;.
</p>
<p>Pubblico qui il link al video in cui il presidente del consiglio dei ministri esprime la sua posizione riguardo al mantenimento in vita di Eluana Englaro:<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=VA1FVeU6RKU&amp;feature=PlayList&amp;p=EF18480CD9DCEDDB&amp;index=4" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=VA1FVeU6RKU&amp;feature=PlayList&amp;p=EF18480CD9DCEDDB&amp;index=4</a><br />
Pubblico anche il link a un articolo di Reuters, in cui &egrave; riportato il fatto, non sia mai che anche lui si vergogni delle proprie parole e imponga di levare il video da YouTube:<br />
<a href="http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE5150GD20090206" target="_blank">http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE5150GD20090206</a></p>
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		<title>Abuso e Pornografia</title>
		<link>http://womynspace.noblogs.org/post/2008/12/18/abuso-e-pornografia/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Dec 2008 15:03:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>womynspace</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi sono sempre chiesta se le donne che recitano nei film pornografici non fossero oggetto di abusi al pari delle donne che si prostituiscono. E&#8217; tristemente risaputo e generalmente ignorato il fatto che la quasi totalit&#224; della prostituzione rientra in &#8230; <a href="http://womynspace.noblogs.org/post/2008/12/18/abuso-e-pornografia/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
Mi sono sempre chiesta se le donne che recitano nei film pornografici non fossero oggetto di abusi al pari delle donne che si prostituiscono. E&#8217; tristemente risaputo e generalmente ignorato il fatto che la quasi totalit&agrave; della prostituzione rientra in un quadro generale di abuso, costrizione, violenza. E&#8217;, per&ograve;, pi&ugrave; difficile riuscire a fare una statistica sulla &quot;industria del sesso&quot;, intesa come l&#8217;industria della pornografia e delle donne che lavorano nei night.</p>
<p>Ariel Levy, in &quot;Sporche Femmine Scioviniste&quot; (2007), riporta la sua personale indagine in materia.<em></p>
<p>E&#8217; stato detto e ridetto (e documentato) che la maggior parte delle donne che lavorano nell&#8217;industria del sesso sono state vittime di abusi sessuali. Purtroppo &egrave; difficile trovare statistiche attendibili sull&#8217;argomento, per due motivi: primo, perch&eacute; le donne sono molto restie a parlare con i ricercatori, causa lo stigma sociale applicato al loro lavoro (e le dure leggi cui &egrave; sottoposto). Secondo, perch&eacute; i ricercatori sembrano sempre irritati, infatti non &egrave; ben chiaro se siano dei perbenisti pieni di pregiudizi, oppure se questa rabbia sia causata dai risultati spesso sconvolgenti che ottengono conducendo le indagini. La dottoressa Melissa Farley, psicologa e ricercatrice del Kaiser Permanente Medical Center di San Francisco, attesta che la maggioranza delle lavoratrici nell&#8217;industria del sesso &egrave; vittima d&#8217;incesto o di altri abusi sessuali infantili. La percentuale varia tra il 65 e il 90 percento, e la Farley propende addirittura per una cifra superiore, come fanno tutti gli altri specialisti con cui ho parlato. Le vittime di molestie sessuali possono senz&#8217;altro superare il trauma e godere di una piena vita sessuale, ma c&#8217;&egrave; qualcosa di perverso nel prendere a modello sessuale una categoria di persone che sono state sessualmente molestate. E&#8217; un po&#8217; come prendere un gruppo di sopravvissuti a un attacco di squali e farne dei bagnini.</em><br />
<span id="more-13"></span><br />
<em>[...] Per la dottoressa Farley non c&#8217;&egrave; molta differenza tra le prostitute e le pornostar. Nella prefazione alla sua raccolta di ricerche sull&#8217;argomento, dal titolo </em>Prostitution, Trafficking, and Traumatic Stress<em>, del 2003, la Farley scrive: &quot;La pornografia &egrave; una forma specifica, praticata e documentata di prostituzione. Per i suoi utenti, compresi quelli dei media tradizionali, la pornografia &egrave; spesso il primo contatto con la prostituzione&quot;. La dottoressa, che considera anche lo striptease come una forma di prostituzione, scrive poi: &quot;La prostituzione oggi &egrave; un prodotto culturale tossico: vale a dire che tutte le donne, per rendersi desiderabili, sono socialmente condizionate a reificarsi, a comportarsi da prostitute e a esprimere la loro sessualit&agrave; come le prostitute&quot;.</p>
<p>Se vi sembra un&#8217;opinione troppo manichea, vi ricordo che lo stesso pensiero &egrave; stato espresso da un&#8217;autrice molto diversa, in un libro molto diverso: </em>Vita da Pornostar<em>, l&#8217;autobiografia della celebre Jenna Jameson, celebre esponente del settore. Come la Farley, anche la Jameson lascia intendere che l&#8217;industria del sesso sia elastica, nel senso che il porno, lo striptease e le foto di nudo sono esperienze contigue, se non addirittura intercambiabili.</p>
<p>[...] D&#8217;altra parte la Jameson conferma il pensiero della dottoressa Farley: la carriera nell&#8217;industria pornografica &egrave; disseminata di violenza e sopraffazione. Racconta di essere stata colpita con un sasso fino a perdere i sensi, violentata ripetutamente da pi&ugrave; persone e abbandonata, dopo essere stata data per morta, in una strada sterrata. Questo durante il liceo. Poi, di essersi assuefatta a droghe letali prima di aver compiuto vent&#8217;anni. Di essere stata picchiata dal suo ragazzo e stuprata dal suo amico. Scrive anche che &quot;ancora oggi non riesco a guardare le scene di sesso che giro&quot;.<br />
</em><br />
Jenna Jameson spiega nel suo libro che utilizza il sesso come un&#8217;arma per ottenere tutto ci&ograve; che vuole, ma &egrave; difficile credere che la sua arma sia davvero cos&igrave; vincente visto che non riesce tuttora a guardare le scene di sesso che gira. Le sue parole, insomma, non ci chiariscono le ragioni per cui donne che hanno subito abusi infantili scelgono di darsi all&#8217;industria del sesso. </p>
<p>Nel cercare di dare una motivazione a questo fenomeno mi viene da ripensare a un episodio di violenza abbastanza recente. Nel novembre del 2006 <u><a href="http://www.iosocarmela.net/">Carmela</a></u> spar&igrave; di casa per qualche giorno. Poi il padre la ritrov&ograve; e dalle analisi in ospedale risult&ograve; che era stata drogata con anfetamine e violentata. Il 15 aprile del 2007, a 13 anni, si gett&ograve; dal settimo piano, dopo essere stata sottoposta a cure psichiatriche forzate e delle quali i genitori non erano consapevoli. In tribunale &egrave; stata chiamata &quot;puttana&quot; dagli aggressori e dagli avvocati, si &egrave; detto che <em>ci stava</em>. Secondo la sentenza del 10 dicembre, svoltasi in aula a porte chiuse senza neanche attendere che i genitori si presentassero, i due aggressori verranno &quot;messi alla prova&quot;: proseguendo normalmente le loro vite e dedicandosi ai rispettivi lavori dovranno dedicarsi a un programma di &quot;rieducazione e assistenza agli anziani&quot;. Se si comporteranno bene allora verranno completamente scagionati e il processo a loro carico verr&agrave; cancellato.</p>
<p>Tralasciando tutti i dettagli scabrosi e orripilanti di ci&ograve; che questa bambina ha dovuto subire, persino da morta, ho voluto citare questa vicenda per mettere in luce il fatto che quando una persona subisce un abuso sessuale, anche se &egrave; ancora una bambina o un bambino, viene chiamata &quot;puttana&quot;, viene considerata una persona che si presta ad essere oggetto sessuale e non riceve alcun sostegno dagli enti che dovrebbero. Carmela infatti non &egrave; stata creduta neanche dagli Assistenti Sociali e dai Tribunali dei Minori cui i suoi genitori si sono rivolti. E&#8217; semplicemente stata reputata &quot;disturbata mentale&quot; e di conseguenza &quot;curata&quot;, ovvero sottoposta a psicofarmaci assolutamente invasivi e dannosi senza il consenso dei genitori.
</p>
<p>
Forse, ma &egrave; soltanto una mia supposizione, le donne, anzi le ragazzine, che subiscono abusi sessuali e che scelgono di darsi all&#8217;industria del sesso lo fanno perch&eacute; l&#8217;ambiente in cui sono immerse le dipinge come &quot;puttane&quot; e persone che &quot;offrono naturalmente il proprio corpo&quot;, che si fanno <em>naturalmente</em> oggetto di desiderio e soddisfazione sessuale <em>altrui</em>. Hanno un&#8217;immagine di s&eacute; tale che non riescono a pensarsi in altro modo e non viene loro offerta nessun&#8217;altra prospettiva di autorealizzazione e di raggiungimento di potere e successo che non sia quella di risultare estremamente attraenti dal punto di vista sessuale. Solo cos&igrave; credono di poter dominare quegli uomini che le avevano ferite, quell&#8217;ambiente che le ha svilite trattandole come degli stracci. Vogliono essere belle e usare il proprio corpo per essere potenti invece che lasciare che altri usino il loro stesso corpo per l&#8217;esercizio della potenza e potest&agrave; altrui. Ma ripeto, questa &egrave; solo una mia supposizione di donna che osserva il mondo in cui vive. Un mondo in cui in un&#8217;aula di tribunale degli avvocati superlaureati e superstipendiati definiscono &quot;puttanella&quot; una bimba di 13 anni narcotizzata e violentata.</p>
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		<title>Spogliarsi</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Dec 2008 17:01:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ariel Levy, giornalista statunitense, riporta in &#34;Sporche Femmine Scioviniste. L&#8217;irresistibile Ascesa Della Raunch Culture&#34; (2007) una sua intervista a Christie Hefner, figlia ed erede del fondatore di &#34;Playboy&#34;. Attualmente, infatti, &#232; la presidentessa e direttrice della rivista patinata che tutti &#8230; <a href="http://womynspace.noblogs.org/post/2008/12/12/spogliarsi/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
Ariel Levy, giornalista statunitense, riporta in <em>&quot;Sporche Femmine Scioviniste. L&#8217;irresistibile Ascesa Della Raunch Culture&quot; </em>(2007)<em> </em>una sua intervista a Christie Hefner, figlia ed erede del fondatore di <em>&quot;Playboy&quot;</em>. Attualmente, infatti, &egrave; la presidentessa e direttrice della rivista patinata che tutti conoscono e il cui simbolo &egrave; il coniglietto che molti e &#8211; ahim&eacute; &#8211; molte indossano come fosse una griffe.
</p>
<p>
<em>&quot;Non puoi mostrare il nudo maschile nei film e cavartela con un semplice vietato ai minori di 14 anni. Non puoi usare nudi maschili in pubblicit&agrave; come si fa con i nudi femminili senza aspettarti delle critiche. In altre parole, persistono delle differenze perch&eacute; gli uomini si sentono ancora a disagio all&#8217;idea di essere oggetto delle fantasie e degli sguardi delle donne&quot;.</em>
</p>
<p>
<em>Questo spiegherebbe perch&eacute; cos&igrave; raramente gli uomini sognino di apparire sulle pagine di &quot;Playgirl&quot;, a differenza delle donne, o perch&eacute; non ci sono cos&igrave; tanti uomini disposti a infrangere i tab&ugrave;, a farsi fotografare dicendo: &quot;Che vuoi che sia! E&#8217; solo una foto&quot;. Ma non spiega affatto perch&eacute; le donne comprino la rivista, tutti i gadget col coniglietto&#8230; quello spettacolo. Non &egrave; ben chiaro cosa le attragga. Personalmente penso che c&#8217;entri pi&ugrave; con la convinzione che Christie Hefner ha limpidamente definito cos&igrave;: l&#8217;unica alternativa a leggere &quot;Playboy&quot; (o [...] a farsi impiantare il silicone, o a comprare i libri di Jenna Jameson [attrice pornografica]) sarebbe </em>vivere male <em>la propria sessualit&agrave;. In quest&#8217;ottica la cultura </em>raunch<em>, non &egrave; pi&ugrave; un&#8217;occasione per divertirsi, ma &egrave; una spia della nevrosi femminile.</em>
</p>
<p>
Vien da chiedersi perch&eacute; le donne d&#8217;oggi sembrano tutte volersi spogliare o davanti a un obiettivo o per uscire di casa: nei posti di lavoro si osservano donne truccate, scollate, con gambe in vista, tacchi alti, cos&igrave; come nelle strade e la sera le donne si mostrano ancora meno vestite e pi&ugrave; agghindate. Vien da chiedersi perch&eacute; gli uomini <span id="more-12"></span>non sentano il bisogno di spogliarsi affatto. Al massimo si agghindano e truccano un po&#8217;.
</p>
<p>
Siamo bombardati di caricature per eccesso di femmine belle, nude e procaci e di maschi muscolosi, vestiti e aggressivi. Ovunque cacciatori tesi verso le prede, in tutti i manifesti pubblicitari, spot televisivi, film, telefilm, videoclip. Se una donna decide di sottrarsi a questa legge di bellezza e offerta del proprio corpo viene tacciata di essere puritana, di essere maschile persino. Gli uomini invece stanno ben attenti a non scoprirsi troppo, anzi a non scoprirsi affatto. E ci tengono a declamare quanto siano felici di poter <em>godere</em> della visione continua di tutte queste donne belle e nude. Libert&agrave; sessuale!
</p>
<p>
E le donne osservano le loro compagne che si spogliano per emularle e poter essere considerate quanto loro, perch&eacute; ci sembra quasi di doverlo fare per potere ottenere attenzione di qualsiasi tipo. Eppure ci sentiamo offese quando vediamo tanto spargimento di cosce e culi perfetti perch&eacute; sembrano volerci dire: SE NON SEI COSI&#8217; NON SEI UNA DONNA E NON INTERESSI.&nbsp;
</p>
<p>
La cultura pornografica che ci viene continuamente imposta ogni volta che ci accostiamo a qualsivoglia media &egrave; estremamente sessista. Se fosse almeno orientata ad entrambi i sessi la situazione sarebbe gi&agrave; pi&ugrave; positiva. La realt&agrave; in cui siamo, invece, ci propone continuamente una pornografia orientata esclusivamente al consumo maschile, e questo non &egrave; dovuto semplicemente al fatto che si vedono pi&ugrave; donne nude che uomini nudi. Fermarsi a questo sarebbe estremamente riduttivo e verrebbe interpretato come una condanna della pornografia <em>per se.</em> La pornografia propinataci usa la simulazione di <em>cumshots</em>, posizioni sessuali tipicamente preferite dai maschi (che alle femmine, generalmente, non provocano piacere), a volte persino stupri. Non vengono praticamente mai mostrate immagini pornografiche che, non solo siano rivolte, ma siano piacevoli per le donne.
</p>
<p>
Il messaggio che viene passato da tutto questo &egrave;: renditi bella per gli uomini che ti circondano. E si va incontro a grosse crisi di identit&agrave; e fenomeni di massa a prima vista assurdi e inspiegabili &#8211; a meno di non ricorrere al consueto adagio &quot;le donne sono inferiori&quot;.</p>
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		<title>Tema fastidioso, imbarazzante, irritante: ma sempre costante</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Nov 2008 10:43:51 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Sessismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho esitato a lungo prima di scrivere un libro sulla donna. Il soggetto &#232; irritante, soprattutto per le donne; e non &#232; nuovo. Il problema del femminismo ha fatto versare abbastanza inchiostro, ora &#232; pressoch&#233; esaurito: non parliamone pi&#249;. Tuttavia &#8230; <a href="http://womynspace.noblogs.org/post/2008/11/28/tema-fastidioso-imbarazzante-irritante-ma-sempre-costante/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<ol>
<li><em>Ho esitato a lungo prima di scrivere un libro sulla donna. <u>Il soggetto<br />
	&egrave; irritante, soprattutto per le donne</u>; e <u>non &egrave; nuovo</u>. Il problema del<br />
	femminismo <u>ha fatto versare abbastanza inchiostro, ora &egrave; pressoch&eacute;<br />
	esaurito</u>: non parliamone pi&ugrave;. Tuttavia se ne parla ancora. E non pare<br />
	che le voluminose sciocchezze spacciate durante l&#8217;ultimo secolo abbiano<br />
	fatto gran luce sul problema. D&#8217;altra parte c&#8217;&egrave; davvero un problema?<br />
	Qual &egrave;?</em></li>
<li><em>Non &egrave; facile cogliere la poliedricit&agrave; della presenza delle donne nel mercato del lavoro e l&#8217;impatto dei profondi cambiamenti che l&#8217;hanno investita negli ultimi decenni [...]. Ancora meno facile &egrave; individuare con precisione le discriminazioni e le disuguaglianze basate sul genere, soprattutto in una societ&agrave; complessivamente ineguale [...]. Sui percorsi lavorativi femminili pesa infatti il cumulo di diseguali opportunit&agrave; di accesso a risorse di diverso tipo, che non sempre &egrave; facile distinguere e affrontare. Tanto pi&ugrave; che <u>i discorsi sulle disuguaglianze e le discriminazioni di genere sono considerati fastidiosi ed imbarazzanti</u>. <u>Non sono temi di cui si discute con facilit&agrave;</u>,</em> <span id="more-11"></span>n&eacute; <em>tanto diffusamente quanto imporrebbe il ritardo del nostro paese nelle politiche di inclusione femminile e nella valutazione dell&#8217;impatto sociale di una marginalit&agrave; economica delle donne tanto prolungata ed estesa. <u>Spesso sono le stesse donne a provare disagio</u> nell&#8217;affrontare questi temi, o ad esprimere disinteresse e perfino opinioni segnate da stereotipi e pregiudizi ancora cos&igrave; profondamente radicati nella nostra cultura da produrre un poderoso attrito nel processo di mutamento della societ&agrave;.&quot;</em></li>
</ol>
<p>
&nbsp;
</p>
<p>
Un brano &egrave; tratto dall&#8217;introduzione a &quot;Il Secondo Sesso&quot; di Simone De Beauvoir del 1949 (praticamente 60 anni fa) e l&#8217;altro dall&#8217;introduzione a &quot;Donne al lavoro&quot; di Maria Letizia Pruna del 2007. Sta a voi decidere quale &egrave; l&#8217;uno e quale &egrave; l&#8217;altro.
</p>
<p>
Fa impressione prendere un testo di sessanta anni fa e leggere pensieri perfettamente adattabili al pensiero e all&#8217;atteggiamento corrente nei confronti del tema della donna nella societ&agrave;. E&#8217; ancora pi&ugrave; impressionante nella misura in cui la donna che legge si riconosce perfettamente nel sentimento di disagio descritto dalle due autrici: perch&eacute; il disagio esiste? Perch&eacute; non &egrave; cambiato niente? Forse perch&eacute; in Italia ci si scontra ancora con la prassi della donna che sceglie o lavoro o famiglia. E se sceglie il lavoro viene guardata con sospetto. Ci si scontra con un sistema di welfare che non &egrave; mai stato migliorato al passo con il fenomeno dell&#8217;occupazione femminile, arrestando quest&#8217;ultimo o alle volte addirittura provocandone un regresso. Ci si scontra con quelle che Giuditta Brunelli (autrice di &quot;Donne e Politica&quot;) definirebbe &quot;discriminazioni indirette&quot;, secondo una terminologia giuridica: ad esempio la riforma scolastica per cui gli studenti italiani ora stanno lottando va a tagliare drasticamente i posti di lavoro in un settore tipicamente femminile, grazie all&#8217;introduzione del &quot;maestro unico&quot; (non si sa perch&eacute;, poi, maestro e non maestra a questo punto&#8230;).
</p>
<p>
E ci si scontra con la domanda: perch&eacute; le donne che lavorano vanno ad inserirsi per lo pi&ugrave; in certi settori piuttosto che in altri? Domanda banale e superficiale. Per rispondervi si torna alla questione della parit&agrave;: come ci si pu&ograve; stupire che soggetti educati fin dalla nascita ad esser servili, compassionevoli, dediti agli altri piuttosto che a se stessi, dediti al culto della propria bellezza e civetteria, contemplativi piuttosto che attivi, vadano a ricoprire ruoli in cui queste caratteristiche sono richieste?
</p>
<p>
Sembra un po&#8217; come quando ci tocca leggere sul giornale di turno (anche scientifico, ahim&egrave;) che l&#8217;ennesima equipe ha condotto delle ricerche dal risvolto stupefacente: i cervelli femminili adulti sono molto diversi dai cervelli maschili adulti! Le donne hanno tendenze a comportarsi in un modo diverso da quello degli uomini! O quale sorpresa!! Quale meraviglia!! Come non stupirsi che cervelli sottoposti per tutta la vita a stimoli diversi abbiano aree funzionali totalmente diverse!!</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Violenza Oggi</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Nov 2008 14:10:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>womynspace</dc:creator>
				<category><![CDATA[Violenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggevo il sito dell&#8217;ANSA e ho trovato due articoletti nascosti tra le notizie regionali che parlavano di violenze sessuali. Oltre a questi un articolo su un professore multato di 15.000 euro (davvero, l&#8217;unica pena &#232; stata versare 15.000 euro&#8230; e &#8230; <a href="http://womynspace.noblogs.org/post/2008/11/27/violenza-oggi/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
Leggevo il sito dell&#8217;ANSA e ho trovato due articoletti nascosti tra le notizie regionali che parlavano di violenze sessuali. Oltre a questi un articolo su un professore multato di 15.000 euro (davvero, l&#8217;unica pena &egrave; stata versare 15.000 euro&#8230; e neanche un giorno di detenzione) per possesso e diffusione di materiale pedopornografico, cosa che &quot;ha rovinato l&#8217;immagine della scuola in cui lavorava&quot;. Non la vita dei bambini sue vittime.
</p>
<p>
Ma andiamo oltre. Dopo aver notato i due articoletti di cui sopra, ho provato a fare una ricerca su google. In venti minuti di ricerche ho trovato una quantit&agrave; allucinante di articoli di violenze e stupri di partner uomini su partner donne, conoscenti su figli di amici, poliziotti su prostitute, conoscenti uomini su conoscenti donne, padri su figlie, uomini su cognate&#8230; Tra tutti un paio di extracomunitari. <span id="more-9"></span>Tutti gli altri italiani. Meno male che c&#8217;&egrave; il pacchetto sicurezza! Ora almeno noi donne italiane possiamo sentirci sicure!!!
</p>
<p>
La ricerca che ho fatto &egrave; estremamente incompleta, infatti sono capitata per caso su un sito di informazione siciliano che mi ha portata alla conoscenza di numerosi episodi capitati in Sicilia. Naturalmente questo non significa che in Sicilia questo genere di violenze succeda pi&ugrave; facilmente, ma che quell&#8217;agenzia di informazione (italpress) &egrave; particolarmente accurata. E, soprattutto, che non ho cercato bene le notizie. Ma direi che dopo pi&ugrave; di 20 link su notizie di stupri e aggressioni avevo lo stomaco abbastanza contratto per dedicarmi ad un lexotan.
</p>
<p>
D&#8217;altra parte c&#8217;&egrave; poco da stupirsi. Il 21 febbraio 2007 l&#8217;Istat ha pubblicato i risultati delle indagini condotte sulla violenza sulle donne. Secondo tali dati nel 2006 in Italia <u>62.100</u> donne circa hanno subito violenza fisica e/o sessuale, per un ritmo di pi&ugrave; di 170 donne al giorno. Le donne che avevano subito in quell&#8217;anno violenze generiche (psicologiche e/o fisiche) ammontano a <u>1 milione e 150 mila</u>. Considerando che erano <u>sottostime</u> e che il fenomeno &egrave; in <u>costante crescita</u>, ora siamo <u>a ben oltre 200 donne in pi&ugrave; al giorno</u> che subiscono violenze sessuali e fisiche. Ma se ogni giorno altre 200 donne e pi&ugrave; subiscono violenza allora, in realt&agrave;, si tratta di una cifra giornaliera enormemente pi&ugrave; grande, visto che molte donne subiscono violenze reiterate durante l&#8217;anno.
</p>
<p>
Attenzione, nella categoria &quot;donne&quot; rientrano anche le bambine. Lo studio Istat infatti aveva come campione di analisi tutte le persone di sesso femminile, a prescindere dall&#8217;et&agrave;.
</p>
<p>
Vi elenco di seguito i risultati della mia ricerca. I fatti riportati sono per la maggior parte relativi ad oggi. Tutti tranne uno (forse due) relativi agli ultimi 3-4 giorni. E non ho fatto ricerche per le altre regioni&#8230;
</p>
<ol>
<li><a href="http://www.ansa.it/site/notizie/regioni/sicilia/news/2008-11-27_127285065.html">http://www.ansa.it/site/notizie/regioni/sicilia/news/2008-11-27_127285065.html</a></li>
<li><a href="http://www.ansa.it/site/notizie/regioni/valledaosta/news/2008-11-26_126281961.html">http://www.ansa.it/site/notizie/regioni/valledaosta/news/2008-11-26_126281961.html</a></li>
<li><a href="http://www.ansa.it/site/notizie/regioni/puglia/news/2008-11-27_127288279.html">http://www.ansa.it/site/notizie/regioni/puglia/news/2008-11-27_127288279.html</a></li>
<li><a href="http://www.siciliaonline.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=115042&amp;Itemid=2">http://www.siciliaonline.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=115042&amp;Itemid=2</a></li>
<li><a href="http://www.siciliaonline.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=114927&amp;Itemid=2">http://www.siciliaonline.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=114927&amp;Itemid=2</a></li>
<li><a href="http://www.siciliaonline.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=115005&amp;Itemid=2">http://www.siciliaonline.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=115005&amp;Itemid=2</a></li>
<li><a href="http://www.siciliaonline.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=115003&amp;Itemid=2">http://www.siciliaonline.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=115003&amp;Itemid=2</a></li>
<li><a href="http://www.siciliaonline.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=111428&amp;Itemid=2">http://www.siciliaonline.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=111428&amp;Itemid=2</a></li>
<li><a href="http://www.siciliaonline.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=114962&amp;Itemid=2">http://www.siciliaonline.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=114962&amp;Itemid=2</a></li>
<li><a href="http://www.siciliaonline.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=114793&amp;Itemid=2">http://www.siciliaonline.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=114793&amp;Itemid=2</a></li>
<li><a href="https://noblogs.org/">http://www.siciliaonline.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=114346&amp;Itemid=2</a></li>
<li><a href="https://noblogs.org/">http://www.siciliaonline.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=114304&amp;Itemid=2</a></li>
<li><a href="http://www.siciliaonline.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=113539&amp;Itemid=2">http://www.siciliaonline.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=113539&amp;Itemid=2</a></li>
<li><a href="http://www.siciliaonline.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=113103&amp;Itemid=2">http://www.siciliaonline.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=113103&amp;Itemid=2</a></li>
<li><a href="http://calabriainformazione.it/2008/07/18/news-crotone-30enne-arrestato-per-violenza-sessuale/">http://calabriainformazione.it/2008/07/18/news-crotone-30enne-arrestato-per-violenza-sessuale/</a></li>
<li><a href="http://www.rainews24.it/notizia.asp?newsID=88650">http://www.rainews24.it/notizia.asp?newsID=88650</a></li>
<li><a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=35274&amp;sez=HOME_ROMA">http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=35274&amp;sez=HOME_ROMA</a></li>
<li><a href="http://notizie.alice.it/notizie/cronaca/2008/11_novembre/27/puglia_foggia_violenza_sessuale_e_sequestro_arrestato_marocchino,17010590.html">http://notizie.alice.it/notizie/cronaca/2008/11_novembre/27/puglia_foggia_violenza_sessuale_e_sequestro_arrestato_marocchino,17010590.html</a></li>
<li><a href="http://www.crimeblog.it/post/1187/ennesima-violenza-sessuale">http://www.crimeblog.it/post/1187/ennesima-violenza-sessuale</a></li>
<li><a href="http://www.ultimenotizie.tv/notizie-di-cronaca/amico-di-famiglia-abusava-sessualmente-di-un-ragazzino.html">http://www.ultimenotizie.tv/notizie-di-cronaca/amico-di-famiglia-abusava-sessualmente-di-un-ragazzino.html</a></li>
<li><a href="http://www.ultimenotizie.tv/notizie-di-cronaca/un-83enne-abusava-del-figlio-minorenne-di-un-dipendente.html">http://www.ultimenotizie.tv/notizie-di-cronaca/un-83enne-abusava-del-figlio-minorenne-di-un-dipendente.html</a></li>
<li><a href="http://www.ultimenotizie.tv/notizie-di-cronaca/stupro-ischia-liberi-3-minori-accusati-di-violenza-sessuale.html">http://www.ultimenotizie.tv/notizie-di-cronaca/stupro-ischia-liberi-3-minori-accusati-di-violenza-sessuale.html</a></li>
</ol>
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		</item>
		<item>
		<title>Femminicidi e Omicidi</title>
		<link>http://womynspace.noblogs.org/post/2008/11/25/femminicidi-e-omicidi/</link>
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		<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 14:54:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>womynspace</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sessismo]]></category>
		<category><![CDATA[Violenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Cito una seconda volta l&#8217;introduzione della Belotti al testo della Lipperini, &#34;Ancora dalla Parte delle Bambine&#34; (2007): L&#8217;autrice riporta alcuni casi di omicidi efferati di donne accaduti di recente nel nostro paese proprio a causa delle loro pretese di autonomia, &#8230; <a href="http://womynspace.noblogs.org/post/2008/11/25/femminicidi-e-omicidi/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
Cito una seconda volta l&#8217;introduzione della Belotti al testo della Lipperini, &quot;Ancora dalla Parte delle Bambine&quot; (2007):
</p>
<p>
<em>L&#8217;autrice riporta alcuni casi di omicidi efferati di donne accaduti di recente nel nostro paese proprio a causa delle loro pretese di autonomia, che si scontrano con il patologico bisogno di possesso maschile, e riferisce che le donne ammazzate dagli uomini sono pi&ugrave; di cento ogni anno. Per non parlare degli stupri che si succedono quotidianamente. Un massacro che continua nell&#8217;indifferenza generale: se accadesse il contrario, cio&egrave; se cento uomini venissero uccisi ogni anno dalle donne, ci sarebbero furibonde interrogazioni parlamentari e misure di sicurezza eccezionali, compreso il coprifuoco.</em> <span id="more-8"></span>
</p>
<p>
La Belotti, poi, prosegue il discorso ricordando che gli uomini hanno un costo sociale elevatissimo in quanto a violenza prodotta, crimini, spese affrontate dalla collettivit&agrave; per pagare le loro permanenze carcerarie (le quali, giustamente, ricorda costano come alloggiamenti presso alberghi di lusso), per riparare ad atti di vandalismo, gli incidenti automobilistici, causati per lo pi&ugrave; da uomini tra i 18 e i 25 anni e si potrebbe andare avanti ancora a lungo.
</p>
<p>
La sua provocazione, riguardo all&#8217;omicidio eventuale di cento uomini all&#8217;anno commessi da donne, fa riflettere parecchio: fa ripensare al perch&eacute; non si d&agrave; lo spazio mediatico che meriterebbero ai casi di femminicidio, che, ricordiamolo, avvengono per la stragrande maggioranza in famiglia o per mano del partner o ex-partner (dati Istat 2007).
</p>
<p>
Tra scatole rosa e omert&agrave; mediatica le donne subiscono una violenza continua e silenziosa. Meglio fare un martellamento mediatico sulla madre di Cogne che uccide un figlio, piuttosto che su donne di tutte le et&agrave; che ogni giorno subiscono in pi&ugrave; di 200 una violenza sessuale e le migliaia (milioni mi vien da dire, osservando la realt&agrave; e la mia esperienza personale, ma atteniamoci ai dati Istat 2007) che subiscono ogni giorno violenza psicologica.
</p>
<p>
Questo veicolamento mediatico direi che si conforma perfettamente al modello di donna che ci si aspetta: servile, sottomessa, madre.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Scatola Rosa: sistemi antiviolenza&#8230;??</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 09:15:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>womynspace</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sessismo]]></category>
		<category><![CDATA[Violenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi sul giornale ho dovuto leggere una notizia tecnologica piuttosto imbarazzante.&#160; Hanno inventato una &#34;Scatola rosa&#34;: una scatola nera &#34;speciale&#34; fatta per le donne che usano l&#8217;automobile da sole&#8230; E&#8217; dotata di un sistema satellitare da installare in un punto &#8230; <a href="http://womynspace.noblogs.org/post/2008/11/25/scatola-rosa-sistemi-antiviolenza/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
Oggi sul giornale ho dovuto leggere una notizia tecnologica piuttosto imbarazzante.&nbsp;
</p>
<p>
Hanno inventato una &quot;Scat<img src="http://www.omniauto.it/awpImages/articoli/evidenza/e_arrivata_la_scatola_rosa_per_le_donne_al_volante_4143.jpg" border="2" alt="Scatola Rosa" hspace="10" vspace="10" width="460" height="180" align="left" />ola rosa&quot;: una scatola nera &quot;speciale&quot; fatta per le donne che usano l&#8217;automobile da sole&#8230; E&#8217; dotata di un sistema satellitare da installare in un punto nascosto della<br />
macchina, dotato di un localizzatore costituito da una centralina<br />
elettronica che integra un modem GSM, un ricevitore GPS ed una memoria<br />
per la registrazione dei dati di viaggio che consente alla centrale di<br />
localizzare, in caso di allarme, il veicolo e dare le indicazioni<br />
necessarie alle Forze dell&rsquo;Ordine. La donna in pericolo preme il pulsante apposito e -come nei migliori film d&#8217;azione, con i commessi delle banche minacciati dai rapinatori armati- per magia dopo qualche istante compaiono le personcine in divisa.
</p>
<p>
Questo dispositivo &egrave; stato creato con l&#8217;esplicita intenzione di proteggere le donne che vengono aggredite, specie la notte quando sono in giro da sole in macchina. E poi per le donne che si trovano a mezzo fermo in strada per un guasto meccanico.
</p>
<p>
Ora, permettetemi alcune considerazioni spicce:<br />
<span id="more-7"></span>
</p>
<p>
- quando una macchina si guasta in strada si chiama il carro attrezzi. Non vedo cosa ne possano le forze dell&#8217;ordine. E comunque, in ogni caso, tanto varrebbe fare una &quot;scatola nera&quot; per tutti, donne e uomini, visto che anche agli uomini si guasta l&#8217;automobile.
</p>
<p>
- quando una donna viene aggredita in automobile, cosa se ne fa del dispositivo GPS che chiama le forze dell&#8217;ordine? Sta ad aspettare che arrivi qualcuno e intanto si lascia aggredire? Piuttosto io investirei i soldi della scatoletta rosa in dei vetri infrangibili e delle chiusure automatiche (chiusure di cui ormai tutte le nuove automobili sono dotate peraltro&#8230;). Senza contare che si da per scontato che la donna sia vittima indifesa e l&#8217;uomo no, posizione tutta da discutere e convinzione da abbattere, a mio avviso.
</p>
<p>
&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Parità?</title>
		<link>http://womynspace.noblogs.org/post/2008/11/21/parit/</link>
		<comments>http://womynspace.noblogs.org/post/2008/11/21/parit/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 21 Nov 2008 15:20:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>womynspace</dc:creator>
				<category><![CDATA[Identità]]></category>
		<category><![CDATA[Parità]]></category>
		<category><![CDATA[Sessismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell&#8217;introduzione a &#34;Ancora dalla Parte delle Bambine&#34; di Loredana Lipperini (2007), Elena Gianini Belotti scrive: E&#8217; solo colpa delle donne che accettano di fare le serve, non si ribellano e non propongono soluzioni diverse? E&#8217; solo colpa degli uomini che &#8230; <a href="http://womynspace.noblogs.org/post/2008/11/21/parit/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
Nell&#8217;introduzione a &quot;Ancora dalla Parte delle Bambine&quot; di Loredana Lipperini (2007), Elena Gianini Belotti scrive:
</p>
<p>
<em>E&#8217; solo colpa delle donne che accettano di fare le serve, non si ribellano e non propongono soluzioni diverse? E&#8217; solo colpa degli uomini che non cedono un millimetro dei loro sfacciati privilegi? Mentre negli ultimi decenni si &egrave; assistito alla omologazione femminile al modello maschile &#8211; la cosiddetta parit&agrave;, che invece di assicurare pari diritti garantisce alle donne il doppio lavoro &#8211; non &egrave; nemmeno iniziata l&#8217;assunzione da parte dell&#8217;uomo dei compiti e delle qualit&agrave; femminili, quelle che rendono il mondo meno feroce e meno competitivo, compresa la scelta da parte maschile di professioni finora ritenute &quot;da donne&quot;. Che queste qualit&agrave; non siano innate ma frutto di condizionamenti storico-culturali non toglie loro valore, tanto pi&ugrave; se si paragonano a caratteri maschili molto diffusi, altrettanto indotti, ma fonte di turbolenze e conflitti nell&#8217;intera collettivit&agrave;. Si continua a recriminare la scarsa presenza di donne in attivit&agrave; e carriere tradizionalmente maschili, come quelle tecniche e scientifiche, ma il contrario non viene mai preso in considerazione.</em><span id="more-6"></span>
</p>
<p>
<em>Purtroppo l&#8217;identit&agrave; maschile prevede la totale espulsione del femminile da s&eacute;, con una perdita drammatica di &quot;virt&ugrave; sociali&quot; che dovrebbero essere semplicemente umane: l&#8217;attenzione e la sensibilit&agrave; verso il prossimo, l&#8217;empatia e la capacit&agrave; di identificarsi nell&#8217;altro, saper ascoltare, consolare, accudire, curare. Non a caso il 70% del volontariato &egrave; svolto da donne.</em>
</p>
<p>
&nbsp;
</p>
<p>
Elena Gianini Belotti nel 1973, con il suo &quot;Dalla Parte delle Bambine&quot;, si dedic&ograve; all&#8217;analisi delle ragioni per cui le donne adulte sono cos&igrave; diverse e spiccatamente distinguibili dai loro compagni maschi. Il suo studio partiva dal concepimento della donna per mostrare come, prima ancora della sua effettiva esistenza, ogni donna sia immersa totalmente in un ambiente di condizionamento che le impedisce un&#8217;evoluzione spontanea di personalit&agrave;, atteggiamenti, desideri, predisposizioni ad alcune attivit&agrave;. E a distanza di decenni, di nuovo, si trova di fronte ad una realt&agrave; che sembra non essere mutata, se non in peggio: dopo tanti anni, dopo tanti discorsi intorno al problema femminile, non si &egrave; ancora affrontata la questione della parit&agrave; in modo serio e che tuteli la preziosit&agrave; dell&#8217;individuo, qualsiasi sesso abbia.</p>
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		<title>Quando Ci Si Sente In Panne</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 19:51:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>womynspace</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coppia]]></category>
		<category><![CDATA[Identità]]></category>
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		<category><![CDATA[Maternità]]></category>
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		<category><![CDATA[Sessismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Da &#34;Le Belle Immagini&#34;, di Simone de Beauvoir, pubblicato nel 1966:&#160; La letteratura non mi dice pi&#249; niente. Ma dovrei cercare d&#8217;istruirmi: sono diventata cos&#236; ignorante! Pap&#224; diceva: &#34;Laurence diventer&#224; un topo di biblioteca come me&#34;. E invece&#8230; Perch&#233; certo, &#8230; <a href="http://womynspace.noblogs.org/post/2008/11/20/quando-ci-si-sente-in-panne/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
Da &quot;Le Belle Immagini&quot;, di Simone de Beauvoir, pubblicato nel 1966:&nbsp;
</p>
<p>
<em>La letteratura non mi dice pi&ugrave; niente. Ma dovrei cercare<br />
d&#8217;istruirmi: sono diventata cos&igrave; ignorante! Pap&agrave; diceva: &quot;Laurence<br />
diventer&agrave; un topo di biblioteca come me&quot;. E invece&#8230; Perch&eacute; certo, ha<br />
regredito durante i primi anni di matrimonio, lo comprende, il caso &egrave;<br />
classico. Danno una scossa emotiva violenta, l&#8217;amore, la maternit&agrave;,<br />
quando ci sposiamo molto giovani, prima che si sia stabilito un<br />
equilibrio armonioso tra intelligenza e affettivit&agrave;. Mi sembrava di non<br />
avere pi&ugrave; un avvenire: ne avevano uno Jean-Charles, le bambine; io, no;<br />
e allora a che scopo coltivarsi? Circolo vizioso: mi trascuravo, mi<br />
annoiavo e perdevo sempre pi&ugrave; il possesso di me stessa.</em>
</p>
<p><span id="more-5"></span></p>
<p>
Quante donne vivono ancora questo stato d&#8217;animo? Volendo azzardare un&#8217;approssimazione verrebbe da dire la maggioranza di esse. Perch&eacute; ci si adagia nei primi entusiasmi dell&#8217;amore e/o della maternit&agrave;? Sono sentimenti che sconfortano e che &egrave; difficile combattere proprio perch&eacute; coadiuvati dalla consuetudine e dall&#8217;approvazione tacita di chiunque.</p>
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		<title>La Pancia di Eve</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 23:37:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>womynspace</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corpo]]></category>
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		<description><![CDATA[Da &#34;Il Corpo Giusto&#34;, pi&#232;ce del 2004 di Eve Ensler, gi&#224; autrice dei &#34;Monologhi della Vagina&#34;: probabilmente [...] anch&#8217;io sono convinta che se il mio addome fosse piatto tutto andrebbe bene e io sarei salva. Mi sentirei protetta. Accettata, ammirata, &#8230; <a href="http://womynspace.noblogs.org/post/2008/11/18/la-pancia-di-eve/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
Da &quot;Il Corpo Giusto&quot;, pi&egrave;ce del 2004 di Eve Ensler, gi&agrave; autrice dei &quot;Monologhi della Vagina&quot;:
</p>
<p>
<em>probabilmente [...] anch&#8217;io sono convinta che se il mio addome fosse piatto tutto andrebbe bene e io sarei salva. Mi sentirei protetta. Accettata, ammirata, importante, amata. Forse perch&eacute; per gran parte della mia vita mi sono sentita sbagliata, sporca, colpevole e cattiva e sulla pancia si concentra ora tutta questa avversione verso me stessa. Forse perch&eacute; &egrave; diventata il ricettacolo di tutte le mie afflizioni, le ferite infantili, l&#8217;ambizione inappagata, la rabbia inespressa.</em>
</p>
<p>
<em>[..] Ho voluto documentarlo questo odio, registrarlo, cercare di risalire alla sua fonte.</em><span id="more-4"></span><em> Qui, a differenza delle donne dei</em> Monologhi della Vagina, <em>sono io la vittima e il carnefice di me stessa. Naturalmente gli strumenti di questa vittimizzazione sono l&igrave; da sempre, a portata di mano. Il modello del corpo perfetto &egrave; stato programmato in me fin dalla nascita.</em>
</p>
<p>
<em>[...] Questa pi&egrave;ce &egrave; la mia preghiera, il mio tentativo di analizzare i meccanismi che ci imprigionano per poter essere di nuovo libere. Libere di utilizzare il nostro tempo per far girare il mondo anzich&eacute; fuggire da esso. Libere di consumarci per il dolore del mondo anzich&eacute; essere spinte a consumare per sfuggire al dolore e alla sofferenza.</em>
</p>
<p>
<em>[...] Quello che trovo incredibile &egrave; che una come me, femminista radicale da circa trent&#8217;anni, possa passare tanto tempo a pensare alla propria pancia. E&#8217; lei a tormentarmi, a turbarmi. Con lei ho la relazione pi&ugrave; seria e impegnativa. Si &egrave; insinuata attraverso i vestiti, la fiducia in me stessa, la capacit&agrave; di concentrarmi sul lavoro. </em>
</p>
<p>
<em>[...] abbiate il coraggio di AMARE IL VOSTRO CORPO. SMETTETE DI AGGIUSTARLO. Non &egrave; mai stato rotto.</em>
</p>
<p>
&nbsp;
</p>
<p>
Eve Ensler si guarda bene dal proporre una formula magica per vivere senza l&#8217;imperativo della bellezza. Le formule magiche, i pacchetti preconfezionati di soluzioni ottimali esistono solo per i concetti univoci, le cose schedabili sotto un nome o una categoria, come &quot;corpo perfetto&quot;, &quot;capelli lucidi&quot;, &quot;denti bianchi&quot;, &quot;palazzo di 3 piani&quot;, &quot;progetto di un sito web&quot;. Impossibile fornire una ricetta per vivere una vita da persone e non da esseri inconsciamente -o meno- sottomessi.
</p>
<p>
L&#8217;unica cosa da fare, ed Eve Ensler ci prova con una pi&eacute;ce che tutti -donne e uomini- dovrebbero quantomeno leggere, &egrave; analizzare i moti psicologici che attraversano le donne quando affrontano il rapporto con il proprio corpo e con la propria estetica. Cosa induce costantemente le donne ad avere almeno un pensiero, un sentimento di rammarico nei confronti del proprio corpo? La cultura di cui tutte le persone sono imbevute fin dalla nascita prevede che il primissimo valore di una donna sia la sottomissione. Da cui consegue la bellezza: una donna deve essere bella per l&#8217;uomo. O gli uomini. Tale cultura prevede anche che l&#8217;uomo sia pieno di talenti per poter diventare un essere produttivo e dunque dominante.
</p>
<p>
La donna che sceglie, qualora ne abbia la possibilit&agrave;, di essere libera di coltivare i propri talenti, tuttavia, sente forte dentro di s&eacute; la pressione psicologica dell&#8217;imperativo estetico e soffre al punto di rifiutare il proprio corpo. Anche perch&eacute; una donna non rispondente ai canoni di bellezza vigenti, spesso, viene misconosciuta e poco considerata in qualsiasi campo cerchi di affermarsi.
</p>
<p>
<em>Il Corpo Giusto</em> &egrave; uno di quei libri che vorrei vedere negli elenchi di lettura proposti dagli insegnanti delle scuole medie superiori, accanto ai soliti classici scolastici.</p>
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